Azienda disorganizzata: cosa fare quando cresci ma perdi controllo
Fra le imprese da 10 a 49 addetti il 74,5% è guidato da una persona o famiglia (ISTAT 2022). Cosa si rompe nei reparti quando cresci e da dove ripartire.

Nella maggior parte delle PMI i processi non sono scritti da nessuna parte. Vivono nella testa delle persone, si tramandano a voce, cambiano a seconda di chi è in ufficio quel giorno. Funziona, finché funziona. Poi qualcuno se ne va, l’azienda cresce, e quello che reggeva si rompe.
Un processo che esiste solo nella memoria di chi lo esegue non si può delegare né migliorare. Quando quella persona è in ferie il lavoro si ferma, o si fa a intuito. Chi arriva nuovo impara guardando gli altri, e gli errori si ripetono perché nessuno ha mai scritto come si fa la cosa giusta.
Prima guardiamo come l’azienda lavora davvero, non come dovrebbe lavorare sulla carta: chi fa cosa, dove i passaggi si bloccano, dove si aspetta qualcuno. Poi scriviamo le procedure in un italiano semplice, con i passaggi in ordine e un criterio per capire se una cosa è fatta bene.
Alla fine resta un modo di lavorare che regge anche quando cambiano le persone, con un controllo nei punti dove prima si perdevano i pezzi. E tu puoi staccarti dall’operativo per qualche giorno senza che tutto si fermi.
Un processo scritto è anche la condizione perché una delega tenga: si può affidare a qualcuno soltanto un lavoro che ha un modo definito di essere fatto, e un confine entro cui decidere.
A sinistra il lavoro come vive oggi in molte aziende: passaggi che esistono davvero, ma sparsi, ognuno nella testa di qualcuno e nessuno collegato agli altri. Scorrendo diventano quello che dovrebbero essere: una sequenza, nello stesso ordine per tutti.
Un processo sistemato si riconosce dal tempo che serve a chiuderlo, dagli errori che produce e da quanto dipende da una persona sola. Li misuriamo prima di cambiare qualcosa, così alla fine il confronto si fa sui numeri.
Il tempo che serve per portare un processo a termine.
Gli errori che il processo produce a ogni passaggio.
Quanto il processo dipende da una persona specifica.
Per l’imprenditore che si accorge di essere l’unico a sapere come funzionano le cose, o per chi ha preso in mano l’azienda di famiglia e l’ha trovata che gira a memoria, senza niente di scritto.
Vale anche per le aziende piccole. Il momento giusto è quando senti che l’organizzazione di oggi non reggerebbe il doppio del lavoro.
Patrick Liverani, che guida il lavoro, ha imparato a organizzare i processi sbagliando. La sua prima azienda è cresciuta senza niente sotto: quello che sapeva fare stava solo nella sua testa, e quando è servito a qualcun altro non c’era. Da lì ha ricostruito partendo dai processi, prima i suoi. Oggi ogni attività che gestiamo ha una procedura, un responsabile e un modo per capire se il lavoro è fatto bene.
Il metodo che portiamo nella tua azienda è lo stesso che usiamo tutti i giorni nelle nostre attività.
Mezz’ora di call per inquadrare il problema.
Fra le imprese da 10 a 49 addetti il 74,5% è guidato da una persona o famiglia (ISTAT 2022). Cosa si rompe nei reparti quando cresci e da dove ripartire.
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