
Avanzamento commesse: a che punto è, senza telefonare in reparto
Il commerciale ha il cliente al telefono e deve dirgli quando partono i telai. Chiama il capo reparto, che non lo sa a memoria, attraversa il capannone e richiama più tardi. In molte aziende manifatturiere lo stato di una commessa vive così: lo sa chi la lavora, e bisogna chiederglielo.
La risposta corta. Per sapere a che punto è una commessa senza telefonare bisogna decidere, reparto per reparto, chi segna la fine di ogni fase, dove e in quale momento. Il gestionale da solo non basta: ce l'ha il 59,9% delle imprese manifatturiere con almeno 10 addetti (ISTAT, 2025), ma registra cosa è stato venduto e fatturato, e non sa dove sta il pezzo. Quando le segnature sono decise, un agente aggiorna lo stato e avvisa chi deve sapere, e i ritardi li conferma il capo reparto.
Perché il gestionale non dice a che punto è la commessa
Il gestionale sa a che punto è una commessa solo se qualcuno, in reparto, glielo dice. In Italia usa un gestionale di tipo ERP il 59,9% delle imprese manifatturiere con almeno 10 addetti, contro il 54,2% del 2023, e fra i produttori di macchinari e apparecchiature elettriche la quota sale al 70,8% (ISTAT, Imprese e ICT 2025).
Il buco sta dall'altra parte del capannone. Solo nel 38,7% delle imprese manifatturiere con almeno 10 addetti più di metà del personale ha accesso a Internet per lavoro; nella metallurgia e nei prodotti in metallo si scende al 30,6% (stessa indagine ISTAT). Il digitale di solito si ferma in ufficio. Il gestionale riceve l'ordine, la distinta, la bolla del terzista e la fattura; quello che succede in mezzo, quando il taglio finisce e la saldatura comincia, arriva a voce o su un foglio che torna in ufficio a commessa chiusa.
Le associazioni di categoria dell'Emilia-Romagna, sentite dalla Banca d'Italia, mettono fra i freni all'intelligenza artificiale in produzione proprio la mancanza di una raccolta di dati strutturata e sistematica, che spesso impedisce perfino di cominciare (Banca d'Italia, L'economia dell'Emilia-Romagna, giugno 2026). Prima del software che prevede i ritardi, manca il dato che li fa vedere.
Una commessa di carpenteria nel riminese, e dove si perde il tempo
Una commessa di carpenteria attraversa sei o sette reparti, e in quasi tutti i passaggi nessuno scrive niente. Immagina un'azienda del riminese, inventata, di quarantacinque persone, che salda telai su disegno per i costruttori di macchine automatiche. A Rimini la fabbricazione di macchinari pesa il 38,9% degli addetti della manifattura, 9.206 persone in 340 imprese (Camera di commercio della Romagna, dati al 31 dicembre 2025), e nel secondo trimestre 2026 la sua produzione, come media dei dodici mesi, è scesa del 12,1%, mentre a Forlì-Cesena saliva del 10,9% (congiuntura manifatturiera, imprese con almeno 10 addetti). Il carico si sposta in fretta, e la memoria di due persone regge solo finché le commesse aperte sono poche.
La commessa parte dall'ufficio tecnico, con distinta e foglio di ciclo, poi passa per taglio, piegatura, saldatura, verniciatura presso un terzista, montaggio e spedizione. Le macchine restano fuori da questo discorso: qui conta l'informazione che gira intorno al pezzo. Lo stato della commessa è scritto in tre momenti: quando l'ufficio tecnico la rilascia, quando i telai vanno e tornano dal terzista con la sua bolla, quando escono con il documento di trasporto. Quattro reparti, e i passaggi fra l'uno e l'altro, si conoscono solo andando a vedere. Il foglio di ciclo viaggia con i pezzi e rientra in ufficio a lavoro finito.

Il tempo che si perde sta soprattutto fra un reparto e l'altro, quando il pezzo è fermo e nessuno ci lavora. In uno studio del 1987 sulle officine che lavorano a lotti, Uday Karmarkar dell'Università di Rochester scriveva che non è insolito che i pezzi passino oltre il 95% del loro tempo in coda, ad aspettare la lavorazione o il trasporto (working paper CMOM 87-07). È un'osservazione generale, senza campione, sugli Stati Uniti di quarant'anni fa; per la Romagna una misura pubblica non l'abbiamo trovata. Nell'azienda dell'esempio la coda sono i telai saldati che aspettano il camion del terzista, o il montaggio che aspetta l'ultimo particolare rimasto al taglio.
Tempo in lavorazione
Tempo in attesa fra un reparto e l’altro
Durate inventate per l’esempio.
L'attesa si vede male per una ragione organizzativa. Il tempo dentro un reparto ha un responsabile, il capo di quel reparto. Il tempo fra due reparti non ce l'ha: il saldatore ha finito, il verniciatore non ha cominciato, e la commessa è di nessuno. E quando l'azienda segna qualcosa, segna la fine della fase, che non dice da quanto il pezzo aspetta.
Ogni reparto ha quattro momenti che contano: la commessa arriva, la lavorazione comincia, finisce, il pezzo riparte. Fra l'arrivo e l'inizio c'è la coda, fra la fine e la ripartenza il trasporto. Sono i due tratti da guardare prima di scegliere qualunque software. Le stesse attese le abbiamo descritte per un'azienda di imbottiti nell'articolo sull'automazione dei processi a Forlì.

Prima si decide dove e quando si segna la fine di ogni fase
Il punto in cui si segna una fase si sceglie prima del software, e cambia da un reparto all'altro. Lo mostrano le aziende romagnole che hanno chiesto un contributo regionale per digitalizzare la produzione, nei dati aperti del PR FESR 2021-2027: 4.072 progetti in Emilia-Romagna, 1.184 nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, aggiornati al 31 dicembre 2024.
Un'impresa del cesenate ha scritto che non poteva rilevare al computer lo stato di avanzamento di una commessa, e che i tempi li raccoglieva su carta. Le altre hanno scelto strade diverse. Una carpenteria dell'Appennino cesenate ha previsto palmari per gli operatori; un'azienda del riminese, postazioni touch in reparto; un maglificio di Forlì, etichette a radiofrequenza sulle lavorazioni; un'azienda di cablaggi del ravennate, il tracciamento di oltre 700 carrelli, ognuno legato all'ordine, al contenuto e alla posizione nello stabilimento.
Sono intenzioni scritte nella domanda, e non risultati misurati. I progetti che citano un sistema di raccolta dei dati di produzione sono 63 in tutta la regione: 8 a Forlì-Cesena, 4 a Ravenna, 1 a Rimini (nostro conteggio sul file regionale). In Romagna il tema riguarda poche imprese, e fra queste solo quelle che il contributo l'hanno ottenuto.

Il dispositivo conta meno della decisione che gli sta dietro. Se la fine della saldatura la segna il saldatore sul terminale accanto alla cabina, il dato arriva quando il telaio è pronto. Se la segna il capo reparto a fine turno, arriva la sera. Se la ricopia qualcuno in ufficio il venerdì, arriva quando la commessa è già in verniciatura, e nessun sistema costruito sopra sarà più puntuale di così. Chi compra un software senza aver deciso questo compra un posto dove scrivere dati che nessuno scriverà.
Molte imprese romagnole partono da lontano: su 642 imprese di Forlì-Cesena e Rimini con almeno un milione di euro di fatturato, l'Osservatorio Innovazione della Camera di commercio ne classifica il 39% come tardive, senza cambiamenti negli ultimi tre anni (Rapporto sull'economia della Romagna 2025).
L'agente aggiorna e avvisa, il capo reparto conferma il ritardo
Quando la fine di ogni fase si segna nel punto deciso, un agente tiene aggiornato lo stato di ogni commessa e avvisa chi deve sapere, senza che nessuno telefoni. Legge le segnature, confronta le date con quelle promesse e, quando una fase resta ferma oltre la soglia scelta dall'azienda, prepara l'avviso. Come lavora un agente in generale lo abbiamo raccontato in agenti AI per le PMI: cosa fanno davvero.
Nell'azienda dell'esempio, chi deve sapere cosa:
- quando una fase finisce, il reparto dopo, che si prepara a ricevere i pezzi;
- quando una fase resta ferma oltre la soglia, il capo reparto, che conosce il motivo;
- quando manca un materiale o il terzista tarda, l'ufficio acquisti;
- quando la data promessa salta, e il capo reparto l'ha confermato, il commerciale, e da lui il cliente.

Il ritardo lo conferma una persona perché solo una persona sa se è vero. Una fase ferma da due giorni può essere un problema, oppure il telaio aspetta il saldatore che conosce quel cliente e domattina riparte. Per l'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano agenti e orchestrazione dei processi pesano il 4% di un mercato italiano dell'AI da 1,8 miliardi di euro nel 2025, e finché non saranno maturi una persona nel ciclo è necessaria (comunicato del 5 febbraio 2026).
Per questo il nostro lavoro ha due tempi. Prima l'ordine: mappatura e priorità, seguendo le commesse a mano con chi le lavora, per decidere dove si segna e chi viene avvisato; qui l'AI la usiamo noi, per analizzare. Poi l'automazione: costruzione e consolidamento, e da lì l'AI la usa l'azienda ogni giorno. Si chiude quando il sistema regge senza di noi. Il primo tempo è il lavoro dell'ottimizzazione dei processi aziendali; da quale processo partire lo spieghiamo in automazione dei processi aziendali: da dove iniziare.
AI in produzione: quanto è diffusa e dove entra la legge
L'intelligenza artificiale nei processi di produzione è ancora rara, in Italia più che in Europa. Nel 2025 la usa il 2,87% delle imprese italiane con almeno 10 addetti, contro il 4,14% della media europea (Eurostat, 2025). Fra le manifatturiere con almeno 10 addetti usa almeno una tecnologia di AI il 14,7%, e di queste il 15,7% la impiega in produzione: sul totale fa circa il 2,3% (nostro calcolo sulle tavole ISTAT). In Emilia-Romagna, fra le imprese con almeno 20 addetti, usa l'AI predittiva il 22% e quella generativa il 27%, ma la Banca d'Italia nota che vicino al processo produttivo è ancora poco diffusa.
- Usano un gestionale ERP59,9%
- Più di metà del personale connesso per lavoro38,7%
- Usano almeno una tecnologia di AI14,7%
- Usano l’AI in produzione (nostro calcolo)2,3%
Fonte: ISTAT, Imprese e ICT 2025, imprese manifatturiere con almeno 10 addetti
La legge entra in reparto quando il sistema smette di guardare la commessa e comincia a guardare le persone. Un avviso su regole scritte da persone, come "saldatura ferma da più di due giorni", per il regolamento europeo non è intelligenza artificiale (articolo 3 e considerando 12). Lo diventa quando prevede il ritardo imparando dallo storico. Diventa ad alto rischio, per l'allegato III, punto 4, se assegna compiti in base al comportamento individuale o valuta le prestazioni di chi lavora, con obblighi dal 2 dicembre 2027 (Regolamento (UE) 2024/1689, date spostate dal Regolamento (UE) 2026/1744). Il quadro delle date sta in AI Act per le PMI: cosa vale già e cosa slitta al 2027.
Le regole italiane sul lavoro valgono già, con o senza AI, perché il terminale che segna la fine di una fase registra anche chi l'ha segnata. La tabella mette in fila tre usi di quel dato e le norme che ciascuno chiama in causa.
| Cosa fa il sistema | Cosa guarda | Norme da vedere con il consulente |
|---|---|---|
| Segna la fine delle fasi e avvisa sui ritardi | La commessa | Statuto dei lavoratori, art. 4: dipende da cosa registra lo strumento |
| Conta i tempi di ogni operatore | La persona | Statuto, art. 4; informativa del D.Lgs. 152/1997, art. 1-bis; legge 132/2025, art. 11 |
| Assegna le lavorazioni in base al rendimento, con AI | La persona | In più, AI Act, allegato III, punto 4: obblighi dal 2 dicembre 2027 |
Lo Statuto chiede un accordo sindacale, o l'autorizzazione dell'Ispettorato, per gli strumenti da cui deriva anche la possibilità di controllo a distanza, ed esclude quelli che servono a rendere la prestazione. Dove cada un terminale di reparto lo stabilisce il consulente del lavoro sul caso concreto. Lo scopo, invece, lo decide l'azienda prima.
La telefonata in reparto dice che il dato non esiste ancora
Ogni volta che qualcuno attraversa il capannone per sapere a che punto è una commessa, l'azienda produce a mano un dato che nessuno ha deciso di raccogliere. Finché quella decisione manca, nessun gestionale e nessun agente può rispondere al posto del capo reparto. Quando c'è, rispondere diventa il lavoro più facile da affidare a una macchina, ed è il punto da cui parte l'automazione dei processi aziendali.
Fonti
- ISTAT, Imprese e ICT 2025, comunicato del 15 dicembre 2025 e tavole 1, 6 e 9b. Imprese con almeno 10 addetti.
- Eurostat, dataset isoc_eb_ai, AI nei processi di produzione, imprese con almeno 10 addetti, 2025.
- Banca d'Italia, L'economia dell'Emilia-Romagna, giugno 2026, pagine 11-13.
- Politecnico di Milano, Osservatorio Artificial Intelligence, comunicato del 5 febbraio 2026.
- Regione Emilia-Romagna, progetti finanziati PR FESR 2021-2027, dati aperti al 31 dicembre 2024.
- Camera di commercio della Romagna: Rapporto sull'economia 2025, report Rimini del 23 marzo 2026, congiuntura manifatturiera del secondo trimestre 2026.
- U. S. Karmarkar, Controlling W.I.P. and Leadtimes in Job Shops, University of Rochester, 1987.
- Regolamento (UE) 2024/1689, articolo 3, considerando 12, allegato III; Regolamento (UE) 2026/1744.
- Legge 300/1970, articolo 4; D.Lgs. 152/1997, articolo 1-bis; legge 132/2025, articolo 11.
Fonti verificate il 12 ottobre 2026. Se un sistema di reparto rientri nell'articolo 4 dello Statuto, o fra i sistemi ad alto rischio, lo stabiliscono caso per caso il consulente del lavoro e un consulente legale.